La resistenza in Italia

La resistenza in Italia

Documento 1

Esercizio 1

F, ?, F, V, F, V, F, V

Esercizio 2

  • La Resistenza come «fuoco senza fiamma né fumo», su cui i tedeschi «si bruciavano»: La resistenza era come un fuoco calmo e invisibile, quasi come se fosse spento, in quanto non aveva ne fiamma e ne fumo, però era presente, in quanto quando i tedeschi se ne accorgevano era troppo tardi, tanto da bruciarsi nel toccarlo.
  • I partigiani come «ombre col fucile carico»: I partigiani erano come ombre, nascosti e difficili da vedere, ma erano pronti ad intervenire in caso di necessità, “col fucile carico”.

Esercizio 3

Renata Viganò, è nota per il suo romanzo L’agnese va a morire, il quale personaggio, molto simile alla scrittrice, era in realtà la memoria di una vera partigiana che Renata conobbe durante la Resistenza, nella quale entrò per diverse motivazioni familiari. Tra cui la madre che, insegnandole a non disprezzare chi è inferiore socialmente, le trasmise un profondo senso democratico. Finita la guerra, la Resistenza e la condizione delle donne restarono centrali nella sua vita.

Documento 2

Esercizio 1

“Con la coscienza sicura d’aver sempre voluto servire il mio Paese con lealtà e con onore”, “quando si è dato un figlio alla Patria”, “per il bene e per l’avvenire della nostra Patria e della nostra Bandiera, per le quali muoio felice!”

Esercizio 2

  1. Si capisce che l’autore della lettera era religioso dal fatto che vuole che siano celebrate annualmente due messe.
  2. Il partigiano era stato in precedenza un soldato, infatti dal testo non si evince.
  3. Balbis scrive che morirà felice perché ha sempre fatto quello per cui credeva, ossia servire il sua Paese con lealtà e con onore e combattere per un Italia libera.
  4. Il partigiano dedica ai genitori due passaggi: nel primo li elogia perché da solo ha imparato come si vive.
  5. nel secondo chiede loro di non portare il lutto perché quando si è dato un figlio alla Patria, non lo si deve ricordare col segno della sventura.

Esercizio 3

Balbis divenne partigiano nel settembre 1943, proprio in quel periodo, precisamente l’8 settembre 1943 ci fu il proclama di armistizio di Badoglio, ossia l’annuncio dell’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile, l’atto con il quale il Regno d’Italia cessò le ostilità verso gli Alleati durante la seconda guerra mondiale e l’inizio di fatto della resistenza italiana contro il nazifascismo.

Documento 3 (Immagine)

Esercizio 1

  1. I partigiani entrando a Milano, sono collocati sulle vetture dei Vigili del Fuoco.
  2. Ci sono diversi partigiani sul tettuccio, non solo uno. Comunque uno di questi sembra che porti una bandiera.
  3. I cittadini che osservano i partigiani che arrivano sono felici.

Esercizio 2

Quella data è diventata festa nazionale con il nome di “festa della liberazione”.

Documento 4 (Immagine)

 Esercizio 1

  1. La Valtellina
  2. Per contribuire a un’ultima lotta contro gli alleati

Esercizio 2

  1. Si capisce dall’uso della parola “ma” nella frase “Farinacci si difese con impegno, ma lo condannarono a morte”. Farinacci anche se si difese con impegno, venne comunque condannato a morte, la pena peggiore. Da questo si deduce che i partigiani avevano già deciso la pena ancora prima del processo.
  2. I partigiani decisero di sparargli alla schiena, perché è considerato un segno di umiliazione e di mancanza di rispetto, in quanto la vittima non può vedere i propri carnefici.
  3. Il condannato all’ultimo momento riesce a voltarsi, per ben due volte.
  4. I partigiani non mostrarono rispetto per il cadavere di Farinacci, in quanto fu gettato in una fossa senza nome.

Imparare a imparare

Esercizio 1

Scrittura privata: Documento 2
Testo storiografico narrativo: Documento 4
Testo letterario: Documento 1
Fonte iconografica: Documento 3

Esercizio 2

  • La guerra al nazifascismo condotta in Italia e in altri paesi viene chiamata “Resistenza” perché fu una forma di opposizione al potere politico di quel tempo.
  • I tedeschi possono essere definiti “occupanti” solo dopo l’8 settembre 1943, perché con l’Armistizio di Cassibile ci fu l’inizio di fatto della resistenza italiana contro il nazifascismo.

Esercizio 3

  1. Chi combatteva contro i fascisti e i nazisti era definito “partigiano”, perché erano combattenti che non appartenevano a nessun esercito, ma ad un movimento di resistenza. La parola letteralmente significa “di parte”.
  2. Oggi i termini “partigianeria” e “partigiano” vengono utilizzati soprattutto in senso negativo per indicare persone troppo di parte, ossia atte a tutelare solo i propri interessi.

Esercizio 4

  1. La valle di Comacchio (doc. 1) si trova in Emilia Romagna.
  2. Ain el Gazala (doc. 2 ) si trova in Libia che allora era una colonia italiana.
  3. La Valtellina (doc. 4) si trova nel nord della Lombardia.
  4. El Alamein (doc. 2 ) si trova in Egitto, che allora era una colonia inglese.
  5. Il partigiano Franco Balbis (doc. 2) era di Torino, capoluogo del Piemonte.
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