La disfatta di Caporetto

La disfatta di Caporetto

Novembre ’17: i ragazzi del ’99 sono impegnati nella ritirata di Caporetto

Quali erano gli schieramenti militari nel 1917?

In Italia si continuava a combattere, gli austriaci consapevoli che il loro esercito era ormai esausto e rinforzati dalle truppe tedesche liberate dal fronte russo, iniziano un nuovo attacco, il 24 ottobre 1917 (chiamata poi la battaglia di Caporetto, o dodicesima battaglia dell’Isonzo) che puntava alla vittoria definitiva sul fronte italiano.

Forze austro-tedesche in campo
Forze italiane in campo

Dopo un violento bombardamento le truppe austro-tedesche riuscirono a penetrare in Italia nella zona di Tolminio e Plezzo e raggiunsero la conca di Caporetto. Il generale Luigi Cadorna ordinò la ritirata tramite il fiume Tagliamento, che divenne poi una rotta dove migliaia di uomini fuggirono abbandonando le armi.  Solo sul Piave si riuscì ad organizzare una linea di difesa che andava dal fiume al Massiccio del Grappa e all’Altipiano di Asiago.

Chi sono i ragazzi del 99?

L’Italia era in minor numero in termini di forze schierate, e per questo, ancora prima che essi fossero diciottenni, vennero precettati diversi ragazzi nati nell’anno 1899 che avrebbero poi compiiuto 18 anni nell’anno 1917. Furono chiamati nei primi quattro mesi del 1917, e frettolosamente istruiti, vennero inquadrati in battaglioni di milizia territoriale. Ma i primi ragazzi furono inviati al fronte solo nel novembre del 1917, nei giorni successivi alla battaglia di Caporetto. La loro forza, unita all’esperienza dei veterani, si dimostrò fondamentale per gli esiti della guerra.

Cosa accadde a Caporetto?

Il Regio Esercito italiano e le forze austro-ungariche e tedesche iniziarono un nuovo attacco, il 24 ottobre 1917, chiamato poi la battaglia di Caporetto, o dodicesima battaglia dell’Isonzo che puntava alla vittoria definitiva sul fronte italiano. Lo scontro cominciò alle ore 2:00 del 24 ottobre 1917 e rappresenterà la più grave disfatta nella storia dell’esercito italiano. Gli austro-ungarici sfondarono le linee tenute dalle truppe italiane che, impreparate a una guerra difensiva e duramente provate dalle precedenti undici battaglie dell’Isonzo, non ressero all’urto e dovettero ritirarsi fino al fiume Piave. I ragazzi del 99 in un momento di gravissima crisi per l’Italia e per il Regio Esercito, rinsaldarono le file sul Piave, del Grappa e del Montello, permettendo al Regno la controffensiva nel 1918 a un anno esatto da Caporetto con la battaglia di Vittorio Veneto e quindi la firma dell’armistizio di Villa Giusti da parte dell’Austria-Ungheria.

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