Il Fascismo

Il Fascismo

L’ascesa al potere

In Europa era presente la crisi postbellica, che portò ad inflazione, disoccupazione e al crollo della lira.

Il primo passo del fascismo fu con le elezioni del maggio 1921 aggregato con le liste liberali per assicurarsi una maggioranza in parlamento. L’accordo fu molto favorevole per i fascisti, e poco che per i liberali, che successivamente saranno costretti a lasciare il potere.

Una volta entrati in Parlamento nel novembre 1921 i fasci di combattimento diventa Partito Nazionale Fascista (PNF). Il partito come obbiettivi aveva quelli della difesa dello stato e della famiglia ed aveva un forte senso patriottico. Successivamente però divento presto antisocialista e antiliberale, anche per via di Mussolini molto abile ad instaurare rapporti con la chiesa.

socialisti organizzarono uno sciopero in difesa della legalità nel luglio 1922, ma i fascisti presero il posto degli aderenti allo sciopero, dimostrando di fatto di essere egli unici in grado di stabilire l’ordine e questo portò un successo di immagine per i fascisti.

Marcia su Roma

Con l’ondata di questo crescente consenso i fascisti organizzarono la marcia su Roma delle milizie fasciste, e il 28 ottobre 1922 le camicie nere entrarono a Roma senza trovare nessuna resistenza dall’attuale Re Vittorio Emanuele III di Savoia. Gli fu proposto da Facta di firmare il decreto per lo stato di assedio, per fermare la marcia delle camicie nere, ma oltre a rifiutare, convoca Mussolini a Roma e lo incarica di costruire un governo.

Anche la marcia su Roma fu un successo di immagine e di forza, e dal punto di vista formale veniva comunque conservata una parvenza di legalità.

Molte sono le discussioni sul perche Vittorio Emanuele III non firmò, tra le ipotesi più probabili ci sono il fatto di evitare spargimenti di sangue e che si sentisse politicamente isolato.

Benito Mussolini

Benito Mussolini

Nasce il 29 luglio 1883 a Dovia di Predappio, in provincia di Forlì, è noto per essere stato il fondatore del fascismo. Fu spinto in politica fin da piccolo dal padre e per questo si iscrive al Partito Socialista Italiano (PSI).  Successivamente fuggirà in Svizzera, per evitare la leva militare obbligatoria, dove conosce importanti esponenti rivoluzionari, rimanendo fra l’altro affascinato dalle idee di stampo marxista. Rientrato in Italia nel 1904, dopo essere stato espulso, riuscirà a scampare dalla sua pena per un errore burocratico. Mussolini però continua la sua attività in politica e collabora con diversi giornali, fino allo scoppio della prima guerra mondiale è convinto che porterà il PSI ad un ruolo marginale. Inizialmente contrario dall’entrata dell’Italia in guerra, cambia idea e va in contrasto con le idee del PSI per il quale si dimette. Fonderà un suo giornale chiamato Il Popolo d’Italia radicalmente schierato su posizioni interventiste a fianco dell’Intesa, e dato le molte pagine vendute si deduce che il popolo è con lui.  Successivamente fonda a Milano il 23 marzo 1919 con un suo discorso a Piazza San Sepolcro i Fasci di Combattimento un movimento basato su idee radicali, poi mutato in Partito Nazionale Fascista.

Il governo di Mussolini

Adunata di balilla con moschetto Balilla a tracolla

Il primo governo di Mussolini fu un governo di coalizione che credeva che il male fosse necessario per ristabilire l’ordine. Mussolini si manifestò a favore della grande impresa e degli agrari, aboli il controllo fiscale sulle aziende e bloccò ogni tentativo di riforma agraria. La tendenza al ribasso dei salari venne accentuata e ad essa venne affiancata una politica antisindacale. Venne frenata anche la violenza per poter apparire come il garante dell’ordine pubblico, venne però ristretta la libertà di espressione. Anche se Mussolini all’esterno sembrava favorevole al sovrano e alle istituzioni, il realtà cercava di svuotarle dall’interno. Mussolini stava cercando di fondare uno stato totalitario, ossia controllare ogni aspetto civile, sociale e spirituali dei cittadini. Nel 1926 stipula inoltre le leggi fascistissime, le quali limitano la libertà del cittadino e vieta sciperi e altri partiti politici al di fuori del PNF. Reintrodusse la pena di morte e istituì dei tribunali per processare gli antifascisti. Decise anche di istruire i giovani italiani al fascismo tramite Opera nazionale Balilla Vennero istituita nello stesso anno. Vennero inoltre aboliti i giornali antifascisti e vennero fatti controlli sulle altre riviste più importanti, venne abolita la separazione dei poteri e per questo nel 1929 stipula con la chiesa i patti lateranensi per prendere controllo della città del vaticano e per dichiarare il cristianesimo la prima religione di stato. Venne anche promossa una politica demografica espansiva, tramite la formazione di famiglie numerose, in quanto era un ideale morale e patriottico, perciò venne sostenuto da appositi provvedimenti, come la tassa sul celibato e gli assegni famigliari. Vennero anche create istituzioni sociali, come l’Infail (Istituto Nazionale Fascista Assicurazione Infortuni sul Lavoro), l’ONMI (Opera nazionale maternità e infanzia) e l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale).

Il fascismo e l’economia

Pubblicità di una televisione autarchica

La lira italiana, come già accennato in precedenza, era crollata per l’inflazione del dopoguerra, ed inoltre aveva subito alcune svalutazioni dopo il 1924 e per questo costringe i suoi partner commerciali ad avviare politiche deflazionistiche, così come fece Mussolini in Italia, che puntava di far arrivare al cambio 90 lire italiane per una sterlina inglese, da qui nasce l’espressione quota 90.

Inoltre viste le difficili relazioni tra i paesi e il pericolo di imminenti dichiarazioni di guerra si decise di instaurare una politica autarchica, anche per via delle sanzioni economiche, come il blocco del commercio d’armi, imposte dalla Società delle Nazioni per l’invasione dell’Etiopia. Vennero perciò a mancare i beni principali e fu fatta molta propaganda per dare spazio ai prodotti autarchici. A molti non piacque però questo cambiamento, infatti nacque il detto “roba di prima“, ma non per indicare prodotti di prima qualità, ma prodotti presenti prima delle sanzioni.

Ci furono però dei benefici tra cui lo sviluppo della ricerca scientifica soprattutto nella chimica e nella produzione di carburanti partendo dal carbone tra cui troviamo l’ente pubblico Agip.

Intorno al 1929 il partito fascista fa proprio anche il concetto di bonifica integrale, per il recupero di quei territori paludosi inusabili per l’agricoltura. Mussolini nel 1928, anche grazie alle molte lamentele ricevute dai contadini, approva la legge per la bonifica integrale, la quale interessò territori come la Sicilia, la Puglia e la Campania. In questi territori la bonifica proseguì anche nel periodo di guerra.

Il rapporto con gli ebrei

Inizialmente il fascismo non era contro gli ebrei, infatti tra i fondatori vi erano 5 ebrei, inoltre durante la marcia su Roma parteciparono più di 230 ebrei e anche Mussolini aveva come amici diversi ebrei. Il rapporto inizia a diventare instabile dopo la conquista del potere da parte di Hitler in Germania nel 1933, infatti su diversi giornali fascisti appaiono articoli e lettere che accusano gli ebrei di voler conquistare il potere mondiale. Dal 1934  sono sempre più frequenti i comportamenti antiebraici, infatti la stampa ospita sempre più di frequente articoli razzisti, vengono picchiati alcuni ebrei in piazza a Tripoli perché i commercianti ebrei si rifiutavano di tenere aperti i negozi di sabato, e sempre nello stesso anno il ministro degli esteri Galeazzo Ciano emana precise istruzioni che vietano agli ebrei della Farnesina di trattare con la Germania, ma ancora non era divenuta una scelta politica. Man mano che il governo fascista si avvicina con quello nazista la situazione va peggiorando, fino a quando nel maggio del 1938 Hitler viene a Roma per ricambiare la visita di Mussolini e qualche mese dopo una delegazione di esperti tedeschi viene in Italia per istruire funzionari italiani sul razzismo. Infine l’1 settembre 1938 venne emanata la legge che metteva al bando la vita pubblica di tutti gli ebrei italiani.

I Sistemi Autoritari

Fonti:

Libro cartaceo: Dal novecento a oggi, http://www.storiaxxisecolo.it

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