Svolgimento Prova di Italiano – Esame di Stato 1999

Svolgimento Prova di Italiano – Esame di Stato 1999

TIPOLOGIA A – ANALISI DEL TESTO

Giuseppe Ungaretti, I fiumi

Mi tengo a quest’albero mutilato
abbandonato in questa dolina (1)
che ha il languore
di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il passaggio quieto
delle nuvole sulla luna
Stamani mi sono disteso
in un’urna d’acqua
e come una reliquia
ho riposato
L’Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso
Ho tirato su
le mie quattr’ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull’acqua
Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole
Questo è l’Isonzo
e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell’universo
Il mio supplizio
è quando
non mi credo
in armonia
Ma quelle occulte
mani
che m’intridono
mi regalano
la rara
felicità
Ho ripassato
le epoche
della mia vita
Questi sono
i miei fiumi
Questo è il Serchio (2)
al quale hanno attinto
duemil’anni forse
di gente mia campagnola
e mio padre e mia madre
Questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere d’inconsapevolezza
nelle estese pianure
Questa è la Senna
e in quel suo torbido
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto
Questi sono i miei fiumi
contati nell’Isonzo
Questa è la mia nostalgia
che in ognuno
mi traspare
ora ch’è notte
che la mia vita mi pare
una corolla
di tenebre

(1) dolina: concavità del terreno (formata dall’azione dell’acqua piovana) tipica del Carso.
(2) Serchio: fiume della Lucchesia, terra di origine della famiglia di Ungaretti.

Giuseppe Ungaretti (1888-1970), di famiglia toscana, nato ad Alessandria d’Egitto, visse in gioventù a Parigi. Durante la prima Guerra Mondiale combatté sul fronte italiano e proprio
mentre era al fronte compose molte poesie della raccolta L’allegria (pubblicata in più edizioni, a partire dal 1919).
Anche questa poesia è stata scritta mentre il poeta era al fronte, nella zona del Carso, sulle rive dell’Isonzo, il fiume che è stato una importante zona di guerra e il cui paesaggio è rimasto
“mutilato”. Il poeta-soldato Ungaretti si immerge in questo fiume, per cercare ristoro e passa in rassegna i fiumi che hanno segnato le tappe della sua vita.

1. Parafrasi e comprensione complessiva.
Dopo aver fatto la parafrasi di questa poesia, riassumi brevemente il contenuto dei tre tempi in cui essa si articola (vv. 1-26), (vv. 27-41), (vv. 42-69).

2. Analisi e commento del testo.
2.1 Che cosa rappresenta ciascun fiume nella vita del poeta?
2.2 Spiega il significato dei versi 9-12 “Stamani mi sono disteso / in un’urna d’acqua / e come una reliquia / ho riposato”, individuando anche in altre espressioni del testo gli elementi di
sacralità presenti nella lirica.
2.3 Quale significato simbolico assume l’acqua che accompagna il viaggio del poeta alla scoperta di sé e al recupero del passato attraverso la memoria?
2.4 Per quali ragioni il poeta definisce questa lirica la propria “carta d’identità” contenente i “segni” che gli permettono di riconoscersi?
2.5 Ungaretti, come altri poeti del tempo, avverte la necessità di trovare nuovi mezzi espressivi, diversi da quelli tradizionali e più adatti a rappresentare la fragilità e la precarietà della condizione umana. Spiega in che cosa consiste la cosiddetta rivoluzione metrica attuata dal poeta in questa prima fase della sua sperimentazione formale, indicandone anche qualche esempio in questa lirica.

3. Approfondimenti.
Il tema del viaggio, spesso metaforico, è un motivo ricorrente nella letteratura simbolista e decadente. Conosci altre poesie di altri autori che trattano questo tema?

1. Parafrasi

Mi tengo a questo albero mutilato
abbandonato in questa concavità
che ha la malinconia
di un circo
vuoto
e guardo
il passaggio silenzioso
delle nuvole sulla luna
Oggi mi sono disteso
in una tomba d’acqua
e come per sempre
ho riposato
L’Isonzo scorreva
e mi levigava
come un suo sasso
Mi sono
alzato
e me ne sono andato
come un acrobata
in acqua
Mi sono coricato
vicino i miei vestiti
con i segni della guerra
e come un beduino
mi sono sdraiato a prendere
il sole
Questo è l’Isonzo
e qui, più di ogni altro luogo
ho capito di essere
una fibra
facente parte dell’universo
Il mio tormento
è quando non mi sento
in armonia con il mondo
Ma quelle mani nascoste
mi regalano
una rara
felicità
Ho rivisto
i momenti della mia vita
Questi sono
i miei fiumi
Questo è il Serchio
dal quale hanno preso l’acqua
da duemila anni forse
la gente della mia campagna
tra cui mio padre e mia madre
Questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
con la mia inconsapevolezza
nelle vaste pianure
Questa è la Senna
e nelle sue acque sporche
mi sono immerso
e sono maturato
Questi sono i miei fiumi
ricordati dall’Isonzo
Questa è la mia nostalgia
che in ognuno
si riflette
e ora che è notte
la mia vita mi sembra
circondata
dalle tenebre

1.1 Riassunto

vv. 1-26
Viene raccontato il risveglio di Ungaretti, che si alza appoggiandosi ad un’albero nascosto in un fossato, e guarda in cielo le nuvole. Racconta di aver dormito in una tomba d’acqua, vicino al fiume Isonzo che lo levigava, si è poi coricato vicino alla sua divisa sporca di guerra a risposarsi al sole.

vv. 27-41
Proprio tramite quel fiume, l’Isonzo, ha capito meglio che in qualsiasi altro luogo di essere una parte dell’universo, e per questo il suo tormento è il non essere in armonia con il mondo, ma le mani del destino che lo toccano gli regalano una rara felicità.

vv. 42-69
Tramite i fiumi ha ripercorso le tappe della sua vita. Il Serchio da cui hanno preso l’acqua numerose persone della campagna da cui proveniva, tra cui la sua famiglia, il Nilo che lo ha visto crescere tra le immense pianure e la Senna, dove nella sua acqua sporca è maturato. Tutto questi fiumi che gli emanano una forte nostalgia, gli vengono ricordati dall’Isonzo, ma ora che è notte gli sembra che la sua vita sia circondata dalle tenebre.

2. Analisi e commento del testo.
2.1 Che cosa rappresenta ciascun fiume nella vita del poeta?
Ciascun fiume nella vita del poeta rappresenta una tappa della sua infanzia. Il Serchio da cui hanno preso l’acqua numerose persone della campagna da cui proveniva, ossia la sua infanzia, tra cui la sua famiglia, il Nilo che lo ha visto crescere tra le immense pianure, ossia la sua adolescenza e la Senna, dove nella sua acqua sporca è maturato, ossia diventato adulto.

2.2 Spiega il significato dei versi 9-12 “Stamani mi sono disteso / in un’urna d’acqua / e come una reliquia / ho riposato”, individuando anche in altre espressioni del testo gli elementi di sacralità presenti nella lirica.
Utilizzando questi termini Ungaretti vuole dare sacralità al suo bagno del fiume, come fosse un rito di purificazione per epurarsi dagli orribili crimini di guerra. Altre espressioni sono “quelle invisibili mani del Destino che mi bagnano”, ma sicuramente no.

2.3 Quale significato simbolico assume l’acqua che accompagna il viaggio del poeta alla scoperta di sé e al recupero del passato attraverso la memoria?
L’acqua assume il significato della vita, in questo caso quella di Ungaretti, ricordando l’acqua che scorre dei vari fiumi, ricorda parti della sua vita.

2.4 Per quali ragioni il poeta definisce questa lirica la propria “carta d’identità” contenente i “segni” che gli permettono di riconoscersi?
Il poeta definisce questa lirica la propria “carta d’identità” contenente i “segni” che gli permettono di riconoscersi, in quanto ripercorre tutta la sua vita, dalla sua infanzia con i suoi genitori, dalla sua adolescenza, e la sua vita da adulto diventato soldato che vive la guerra quotidianamente. Contiene quindi tutti i segni delle tappe più significative della sua vita.

2.5 Ungaretti, come altri poeti del tempo, avverte la necessità di trovare nuovi mezzi espressivi, diversi da quelli tradizionali e più adatti a rappresentare la fragilità e la precarietà della condizione umana. Spiega in che cosa consiste la cosiddetta rivoluzione metrica attuata dal poeta in questa prima fase della sua sperimentazione formale, indicandone anche qualche esempio in questa lirica.

La rivoluzione metrica consiste nel non utilizzare la punteggiatura, ciò fa si che la comunicazioni sembri più “diretta”, quasi come fosse un discorso effettuato “di getto”.

3. Approfondimenti.
Il tema del viaggio, spesso metaforico, è un motivo ricorrente nella letteratura simbolista e decadente. Conosci altre poesie di altri autori che trattano questo tema?

Il concetto di viaggio nel periodo decadentista

Nel periodo decadentista numerosi furono gli scrittori che utilizzarono il tema del viaggio, anche in concetti differenti. Marcel Proust ad esempio, noto scrittore del periodo decadentista, introduce un nuovo concetto di viaggio, ossia quello mentale. Si può trovare un esempio nel testo “La Madeleine”, facente parte della raccolta “Alla ricerca del tempo perduto”, ossia cercare di far ritrovare vecchi ricordi ormai perduti nella sua memoria. Proprio per questo si isola nella sua stanza, lontano da tutto e da tutti, per poter concentrarsi e riuscire nel suo scopo. A Proust infatti, mentre sta prendendo una tazza di tè, l’odore della Madeleine sul tavolo, ricorda momenti specifici della sua infanzia, così come ad Ungaretti il vedere il fiume Isonzo ha ricordato altri fiumi, che a loro volta gli hanno ricordato tappe specifiche della sua vita. Dostoevskij, invece, fu uno dei primi ad introdurre il concetto di viaggio temporale, ossia l’utilizzo dei flashback, in durante il normale svolgersi della storia, riaffiorano ricordi del passato. Un esempio lo si può trovare nell’opera “Delitto e Castigo”, in cui il protagonista una volta tornato a casa, riaffioreranno ricordi dell’omicidio che commise poco prima. Nel novecento infatti ci fu cambiamento nel modo in cui vennero scritti i romanzi di memoria, passando da una memoria lineare ad una memoria senza tempo, e dovettero quindi essere introdotti nuovi concetti di viaggio, ossia quelli temporali e quelli di memoria.

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