Spesso il male di vivere ho incontrato – Eugenio Montale

Spesso il male di vivere ho incontrato – Eugenio Montale

“Il male di vivere” montaliano è spesso paragonabile al pessimismo cosmico leopardiano, accomunando tutta l’umanità in un’unica sofferenza, compresi gli animali.
Ma Montale estende il concetto anche agli esseri inanimati, da cui trae spunto per riflettere sull’esistenza. E’ come se tutta la creazione partecipasse ad un male nascosto che la consuma.

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

PARAFRASI
Spesso mi sono imbattuto nel male di vivere:
era il torrente che gorgoglia, stretto nel suo fluire,
era l’accartocciarsi della foglia
inaridita, era il cavallo stramazzato.
Non conobbi altra salvezza se non il prodigio
che la divina Indifferenza ci spalanca:
era la statua nel meriggio sonnolento, e la nuvola,
e il falco, levatosi in alto, nel cielo

ANALISI DEL TESTO

COMPRENSIONE DEL TESTO
Cosa intende Montale per “male di vivere”?

APPROFONDIMENTO
Quale messaggio vuole dare il poeta ai propri lettori ed alla società?

Secondo il poeta per sfuggire al “Male di vivere” bisogna rifugiarsi nell’astensione nella “divina Indifferenza”. Non bisogna quindi condividere ma estraniarsi.
Se l’alternativa al dolore è un’assenza disumana di emozioni, se nel non partecipare, nel non essere (come la statua e la nuvola) risiede l’unica possibilità di salvezza, il pessimismo appare ancora più disperato.
Quali analogie riscontri con la poesia “Meriggiare, pallido e assorto”?

 

RISPOSTE

COMPRENSIONE DEL TESTO

Montale per “male di vivere” intende le difficoltà e i problemi che può incontrare l’uomo durante la sua vita, e sostiene che ciò porta ad una totale indifferenza e un distacco dalla realtà da parte delle persone.

APPROFONDIMENTO

Il poeta vuole dirci che di fronte a questi problemi e sofferenze non dobbiamo restare indifferenti, ma svegliarsi e rendersi consapevoli del mondo che ci circonda.

I temi comuni tra “Meriggiare pallido e assorto” e “Spesso il male di vivere ho incontrato” sono il continuo paragone tra il bene il male, il descrivere la natura che lo circonda per poi compararla alla sofferenza che lo attinge. Sia Ungaretti che Montale analizzano il malessere della vita, però per il primo ciò causa la scrittura di opere piene d’amore, ossia combatte la sofferenza, mentre Montale afferma che ci si deve svegliare dall’indifferenza e rendere consapevole che il male di vivere esiste.

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