Modi di reagire: Il caso di Ungaretti

Modi di reagire: Il caso di Ungaretti

Scrivi un breve testo (puoi immaginare di intervistare a tua volta Ungaretti) in risposta a questa domanda: è giusto scrivere lettere piene d’amore accanto ad un compago morto? Puoi rispondere consultando alcuni documenti filmati:

  • Ungaretti fu intervistato da Pasolini, scrittore e regista, in un film Comizi d’amore. L’argomento dell’intervista è la “normalità”. Trovi il documento in You Tube.
  • In rete trovi anche un’intervista televisiva in cui l’autore commenta il rapporto tra poesia e guerra (cerca nel browser “Ritratto di Giuseppe Ungaretti”).
  • Ripassa il testo letto ed analizzato in classe sul concetto di poesia, espresso da Ungaretti.

Modi di reagire: Il caso di Ungaretti

Ognuno di noi ha modi diversi di reagire di fronte alle brutte situazioni. Uno dei casi più famosi è quello che ci narra Ungaretti nella poesia “Veglia”, nella quale afferma di essere stato un intera nottata a fare la veglia ad un suo compagno morto, e di aver reagito di fronte a quella situazione “scrivendo lettere d’amore”. A molti ciò potrà sembrare strano, ma uno dei messaggi che ci vuole trasmettere Ungaretti tramite le sue poesie è quello di dover affrontare le situazioni brutte della vita e andare avanti. Un modo per poter andare avanti in quella situazione di guerra e morte in cui Ungaretti si trovava è aggrapparsi all’affetto, infatti affermerà che proprio in quel momento in cui stava scrivendo le lettere non si è mai sentito così tanto attaccato alla vita, capiamo quindi che questo è il modo con cui il poeta affronta questo genere di situazioni. Come si evince inoltre da diverse interviste, un’altro suo modo di comunicare era quello di “creare polemica” per creare un dibattito tra la gente, anche questo può quindi aver contributo a far scrivere quelle determinate parole nella poesia del poeta.  Affermato quindi che ognuno di noi può avere diversi modi per affrontare una brutta situazione e conoscendo il carattere di Ungaretti, si può affermare che, almeno in quel determinato caso, sia giusto scrivere lettere d’amore accanto ad un compagno morto.

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