Il verismo in Italia

Il verismo in Italia

Sicilia Rurale
La Sicilia rurale fotografata da Giovanni Verga.

Il Verismo è una corrente letteraria nata in Italia, precisamente a Milano, tra il 1875 e il 1895. A differenza del Naturalismo, sviluppatosi in Francia che si occupava di raccontare la realtà dei fatti di tutto lo stato sociale, con un occhio di riguardo alla scienza come punto di risollevamento per l’uomo e con una volontà di denuncia per le condizioni dei lavoratori, questo si occupa di narrare la realtà dei fatti così com’era al tempo. I veristi rappresentano situazioni fatte di povertà, miseria, sfruttamento. I loro personaggi infatti sono contadini, pescatori, minatori, dei normalissimi e umili lavoratori, dato che l’Italia al tempo non aveva ancora conosciuto la rivoluzione industriale. Il principale esponente in Italia fu Giovanni Verga, convertitosi al movimento successivamente con “novelle vita dei campi” e “novelle riusticane“, anche se il primo fu Gennaro Antonio Anastasio, il quale teorizzò la “poesia del vero” in Italia.

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L’Emigrazione ed Industria Italiana nel 1900

L’Italia al tempo era sotto la politica Giolittiana, che guidava gli anni della prima industrializzazione, ma non riusciva a equilibrare lo sviluppo in tutto il territorio nazionale. Infatti nel sud Italia dominava ancora la proprietà fondiaria, perfettamente integrata nella politica nazionale e per questo le ribellioni di piccole masse di contadini e altri operai per il riconoscimento dei loro diritti, come la libertà di sciopero, venivano puntualmente soppresse. Successivamente fu tentato un accordo tra le politiche liberali di Giolitti e le politiche riformiste di Turati per tentare di arginare questo problema, ma non andò a buon fine data l’incapacità di affrontare il problema principale, ossia la costruzione unitaria che stava nell’aggravamento dei contrasti e degli squilibri tra le due realtà.

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