Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli

Biografia

Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna il 31 dicembre 1855. Il 10 Agosto 1867, il padre, mentre tornava a casa su un calessino, fu ucciso. Non si seppe mai chi fosse l’assassino ed il delitto rimase perciò impunito. Pascoli gli dedicò anche una poesia, chiamata appunto 10 Agosto. Poco dopo la morte del padre perse anche la madre e le due sorelle: e la famiglia, composta prevalentemente di ragazzi, cadde nella miseria e nel dolore. Infine, morirono anche gli altri fratelli e rimase solamente con due sorelle, Maria e Ida. Quest’ultima infine si sposò e da Pascoli venne vista come un’ulteriore morte.

Stile letterario

Nelle sue poesie parla di se, ma senza parlare di se, descrive il mondo animale e vegetale, nascondendo dietro queste descrizioni parti della sua vita. Appartiene all’impressionismo, ma dato il suo modo di scrivere, si può dire appartenga anche al simbolismo.

Parole Chiave

Infanzia, sorelle, nido, Bologna, impressionismo, simbolismo.

Mappa Concettuale

10 Agosto

Link: https://it.wikipedia.org/wiki/X_agosto

Lavandare

Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi che pare
dimenticato, tra il vapor leggiero.
E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:
il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
10 come l’aratro in mezzo alla maggese.

Il Lampo

E cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che,largo,esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

Metrica: Due strofe

Rima: Rime libere (A;B;C;B;C;C;A)

Prima lettura:

Il lampo illumina la scena, e il cielo e la terra divennero visibili:
il cielo era tragico e disfatto, come un corpo che soffre:
bianchissima
una casa apparì illuminata dal lampo e poi sparì;
come un occhio, spalancato dallo stupore
che si apre e si chiude della notte buia.

Seconda lettura:

Un lampo rompe il silenzio, rivela la realtà del mondo:
Pascoli sente la sua vita in bilico tra il voler restare in un “nido” ormai distrutto e l’affrontare una vita piena d’inganni.
la casa bianca segna il rifugio dal temporale
un occhio che si apre e si chiude e vede una tragica realtà, tormentata e triste.

 

Il tuono

E nella notte nera come il nulla,
a un tratto, col fragor d’arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
s’udì, di madre, e il moto d’una culla.

Prima lettura:

Nella notte, nera come il nulla
ad un tratto, con il fragore di un ripido dirupo
che frana, rimbomba il tuono:
rimbombò, rimbalzò e rotolò cupo,
e tacque, per poi rifarsi sentire rimaneggiato e infranto,
e poi svanì. Allora si sentì soave un canto
si udì, di una madre, e il movimento di una culla.

Confronto:

Si può dire che questa poesia sia il proseguimento di Il lampo, ed infatti inizia con le stesse parole che chiudevano Il lampo, ossia “nella notte nera”.  Entrambe le poesie presentano un identica struttura metrica e l’identico schema delle rime. Entrambe presentano un accostamento di sensazioni, in Il tuono infatti prevalgono le sensazioni uditive, mentre nel Il lampo vi sono quelle visive, ed entrambe usano la rappresentazione di un fenomeno naturale e la descrizione di un paesaggio per far emergere i sentimenti del poeta.

I commenti sono chiusi