Delitto e castigo – Fëdor Dostoevskij

Delitto e castigo – Fëdor Dostoevskij

Contesto Storico

Fu un autore di metà ‘800, nato in Russia da genitori nobili. In quel tempo vi era lo Zar, il quale potere si diceva fosse derivatogli da dio. Era un periodo di eccezionale fioritura intellettuale, infatti erano presenti salotti culturali dove vi erano delle riunioni intellettuali. Vi era l’architettura neorussa, che trionfava nelle arti decorative e in architettura e rifletteva l’immagine che la Russia voleva dare sé nel corso di varie Esposizioni universali, come quella di Parigi nel 1878 nel padiglione disegnato da Ivan Ropet.

Biografia


Nacque a Mosca nel 1821 e scrisse romanzi principalmente con stile realista. Il padre era un medico militare e la madre proveniva da una famiglia di ricchi commercianti russi, lei muore nel 1837 e viene quindi trasferito a San Pietroburgo con il fratello per dare l’esame di ammissione di ingegneria. Il padre muore l’8 luglio 1839, si era dato al bere ed iniziò a maltrattare i propri contadini e probabilmente fu ucciso proprio da essi. Alla scoperta della notizia ebbe il suo primo attacco di epilessia. Nel 1843 si diploma, ma nell’agosto 1844 dà le dimissioni e lascia il servizio militare, e rinunciando alla carriera che il titolo gli offre lotterà contro la povertà e la salute. Comincia a scrivere il suo primo libro Povera gente che vede la luce nel 1846, nel quale narra la sofferenza per l’uomo socialmente degradato e incompreso. Nell’estate inizia a scrivere il suo secondo romanzo, Il sosia (Dvojnik), storia di uno sdoppiamento psichico, e a novembre, in una sola notte, scrive Romanzo in nove lettere. Venne arrestato il 23 aprile 1849 per partecipazione a società segrete con scopi sovversivi ed imprigionato nella fortezza di Pietro e Paolo a San Pietroburgo. Il 16 novembre 1849 venne condannato a morte, ma lo zar Nicola I cambia la pena in lavori forzati e gli fu comunicato solo al patibolo. Il 24 dicembre viene deportato in Siberia, giungendo l’11 gennaio 1850 a Tobol’sk per poi essere rinchiuso il 17 gennaio nella fortezza di Omsk. Nel febbraio del 1854 Dostoevskij è liberato dalla galera per buona condotta, scontando il resto della pena servendo nell’esercito come soldato semplice nel 7º battaglione siberiano, di stanza nella città di Semipalatinsk vicino al confine cinese. Muore improvvisamente, in seguito a un repentino aggravarsi del suo enfisema, il 28 gennaio 1881 a San Pietroburgo, nello stesso appartamento dove ora si trova il museo di San Pietroburgo a lui dedicato.

Delitto e Castigo

Sullo fondo di una Pietroburgo frequentata da alcolizzati e prostitute, il giovane studente Raskòlnikov si è trasferito in provincia grazie ai soldi che la sorella Dunja riesce a mandargli.
Un giorno nel tentativo di rapinarle uccide la sorella e una vecchia usuraia, il gesto si configura, oltre che come bisogno oggettivo e come giusta vendetta verso un simbolo di ingiustizia, come sfida nei confronti della morale comune. Raskòlnikov è infatti convinto di essere dotato di un’intelligenza superiore, che lo pone al di là del bene e del male, ma viene preso dal rimorso. Inizia a lasciare indizi alla polizia per farli mettere sulle sue tracce per dimostrare la sua superiorità intellettuale.

Esercizi

Riscrivi in ordine cronologico i deliri di Raskòlnikov
Controllo degli abiti per trovare macchie di sangue, la distruzione degli indizi, controllo dei vestiti e riflessione sulla mancanza di ragione, riso e disperazione, la vista di Nastàs’ja e del portinaio, l’avviso della polizia.

Come si chiama la nuova tecnica utilizzata da Dostoevskij per portare alla luce i ricordi di Raskòlnikov?
La nuova tecnica utilizzata da Dostoevskij per portare alla luce i ricordi è chiamata flashback.

Ritrova nel testo tutte le parti in cui Raskòlnikov sembra sia appagato dal fatto di farsi scoprire.
Riga 110, è preoccupato del fatto che il portinaio possa scoprirlo, ma poi dice “Vada in malora” ed apre la porta.
Riga 174, è preoccupato perché sta uscendo di casa senza aver nascosto le prove, ma poi ci ripensa e prosegue dicendo “Purché si finisca alla svelta!…”.

Ritrova nel testo le parti in cui Raskòlnikov ha prima paura di essere scoperto, ma poi lo lascia in secondo piano.
Righe 40-50, prima è preoccupato che possa essere scoperto, ma poi si addormenta.
Righe 85-95, prima è preoccupato per come nascondere delle prove, ma poi quasi si riaddormenta.

Quali elementi trovi nel testo tipici del romanzo nel ‘900?
Gli elementi tipici del romanzo del 900 sono la presenza del romanzo a spirale, ossia la non linearità del racconto, e le infinite possibilità che vengono messe in luce da Raskòlnikov nel pensare a cosa fare una volta compiuto l’omicidio.

Realizzato da:

  • Simone Luconi
  • Christian Casarola
  • Nico Trionfetti

Prova di realtà per classi parallele (Cooperative Learning)

I commenti sono chiusi